Il furto e la maledizione della Coppa Rimet

La Coppa Rimet, il trofeo originale della Coppa del Mondo di calcio, è avvolta da un alone di mistero e leggenda, soprattutto per via delle sue rocambolesche vicende, tra cui spicca il furto avvenuto in Inghilterra nel 1966.

Coppa Rimet

Il furto

Nel marzo del 1966, a pochi mesi dall'inizio dei Mondiali di calcio in Inghilterra, la Coppa Rimet fu rubata durante un'esposizione pubblica presso la Westminster Central Hall di Londra. Il furto scosse l'opinione pubblica e mise in imbarazzo le autorità inglesi, che avviarono immediatamente un'indagine su larga scala.

Il ritrovamento

Dopo una settimana di ricerche infruttuose, la Coppa fu ritrovata in modo rocambolesco da un cane di nome Pickles, che la scovò avvolta in un giornale sotto una siepe in un giardino di Norwood, nel sud di Londra. Pickles divenne un eroe nazionale e il suo padrone, David Corbett, ricevette una ricompensa.

Le indagini e i sospetti

Le indagini sul furto portarono all'arresto di un uomo di nome Edward Betchley, che fu accusato del crimine. Tuttavia, Betchley non confessò mai e molti dubbi rimasero irrisolti. Nel corso degli anni, sono emerse diverse teorie e speculazioni sul furto, alcune delle quali coinvolgono anche ambienti criminali e politici.

La maledizione della Coppa Rimet

Il furto del 1966 alimentò la leggenda della "maledizione della Coppa Rimet", un'aura di sfortuna che sembrava avvolgere il trofeo. La Coppa fu rubata nuovamente in Brasile nel 1983 e non fu mai più ritrovata, alimentando ulteriormente il mito.

L'eredità della Coppa Rimet

Nonostante le sue travagliate vicende, la Coppa Rimet rimane un simbolo iconico della storia del calcio e un oggetto di fascino e mistero. La sua storia ci ricorda l'importanza del calcio come fenomeno culturale e sociale, capace di suscitare passioni e coinvolgere milioni di persone in tutto il mondo.

Da non perdere